“Diciotti” – 52 = liberi tutti. Anche la scabbia.

“Diciotti” – 52 = liberi tutti. Anche la scabbia.

Più di cinquantina “migranti” della Diciotti si sono resi irreperibili, allontanatisi spontaneamente dal centro di Rocca di Papa individuato dalla Cei come primo punto di smistamento verso le diocesi ospitanti. I primi si erano allontanati il primo giorno di trasferimento, venerdì 31. Due eritrei destinati alla Diocesi di Firenze in data 2 settembre; altri 19 il 3 settembre e 13 successivamente. A Bologna aspettavano due giovani che non sono mai arrivati, mentre quelli giunti a Frosinone poi hanno scelto di non presentarsi più al centro di accoglienza. E così via. Tutte le persone in questione erano state identificate con rilievi fotodattiloscopici e inserite in un sistema digitale europeo. Controlli anche sulla nazionalità di chi si è allontanato: almeno in 6 provengono dalle Isole Comore. La Caritas Italiana conferma e sottolinea che «è stato allontanamento volontario, non una fuga. Si fugge da uno stato di detenzione e non è questo il caso, nessuno vuole rimanere in Italia, si sa – dice il direttore don Francesco Soddu – queste persone  davanti ad una situazione di affidamento, o prima o dopo avrebbero potuto scegliere di allontanarsi volontariamente».

Tutto questo già sarebbe di suo discutibile poiché intacca anche la sfera della sicurezza nazionale sotto due profili, quello della legalità e quello sanitario. Infatti, è notizia degli scorsi giorni e su questo l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini aveva avviato una forte pressione umanitaria, che almeno la metà dei clandestini erano affetti da scabbia. La scabbia è un’infestazione contagiosa della pelle, trasmessa da un acaro Sarcoptes scabiei var homini, un parassita molto piccolo e di solito non direttamente visibile.

scabbia
 

A livello mondiale a partire dal 2009 si stima che si verifichino 300 milioni di casi di scabbia ogni anno, anche se questo dato è molto discusso. Si stima che dall’1 al 10% della popolazione mondiale sia infestata dalla scabbia, ma in alcune popolazioni il tasso di infezione può raggiungere il 50-80%. In Italia il numero dei casi è in aumento: si è infatti passati dai 2.000/3.500 casi degli anni 1989-2000 ai più di 5.700 del 2003.

Non dovevano essere prese delle precauzioni?

I “migranti” sarebbero dovuti essere sottoposti ad un rigido regime di quarantena che avrebbe dimezzato il rischio di contagio, è un ragionamento alla base del buon senso che i più CEI e Ministeri competenti hanno smarrtito. «La politica e l’alta amministrazione sono libere di prendere le scelte che ritengono opportune. Alla magistratura resta la valutazione giuridica di quanto avviene, su sfere e ambiti diversi – ha spiegato nei giorni scorsi il PM che ha indagato Salvini,  Patronaggioovviamente qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, della Costituzione, del Codice penale e del Codice di procedura penale. Non si scappa». Ed invece qui scappano tutti, migranti, buonsenso, diritti e doveri.

Ci viene da chiedere e la sicurezza pubblica? Ed ancora, chi garantisce sull’affidabilità di queste persone?

Ecco perché abbiamo ragione quando affermiamo che l’immigrazione è un fenomeno epocale che travalica qualunque muro gli si erige di fronte. E’ uno “Tzunami “causato dalla globalizzazione e pertanto, fenomeno da “governare”. Occorrono leggi speciali, al passo con i tempi e di avanguardia culturale, di visione strategica e questo Governo non ne ha.

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