Mondo. La sicurezza? Arriverà in volo. Visioni ultra futuristiche

Mondo. La sicurezza? Arriverà in volo. Visioni ultra futuristiche

Editoriale di Giovanni De Luca

Una delle maggiori rivoluzioni nel mondo apportate dalla tecnologia  è rappresentata dall’ultilizzo e dalle potenzialità dei Droni, sia da un punto di vista civile che militare. Una supervisione dall’alto attraverso questi potentissimi mezzi elettronici pone l’uomo ancora di fronte ad una sfida affascinante e meravigliosa sotto più punti di vista. La possibilità di un controllo dinamico dall’alto che serviranno oltre che ad un presidio e pattugliamento costante, anche ad un maggiore coordinamento delle risorse umane a terra, per una maggiore sicurezza del personale di pubblica sicurezza. La visione aerea consente, infatti, una prospettiva d’insieme che permette di intercettare i pericoli e intervenire immediatamente, anticipando le mosse altrui, conoscendo la portata reale della minaccia, ma servirà anche a verificare i flussi delle folle e prevenirne gli spostamenti, sino ad oggi, era stata realizzata con l’utilizzo di elicotteri costituiscono una risorsa economicamente dispendiosa e limitata.

La sperimentazione

Il Decreto interministeriale (Interno, Difesa e Lavori pubblici) sulle “Modalità di utilizzo da parte delle forze di polizia degli aeromobili a pilotaggio remoto”, pubblicato in GU Serie Generale n. 111 del 13-05-2016, disciplina la normativa che prevede la possibilità di procedere alla sperimentazione dei soli droni dotati di uno specifico “Certificato” rilasciato dall’Enac, per il successivo impiego in attività di controllo del territorio e ordine pubblico. C’è tutto il quadro normativo nazionale e internazionale da riformare per vincere la sfida del mercato in grande espansione e del sempre più diffuso utilizzo dei droni anche da parte dei privati. Esso oggi parte da un’abilitazione per l’utilizzo professionale dei cosiddetti “mini droni“, cioè per quei dispositivi senza pilota a bordo del peso inferiore ai 25 kg.  Per le attività di pubblica sicurezza, si sta cercando di facilitarne l’impiego da un’area all’altra di interesse a bordo di autovetture di pattuglia impegnate nel controllo del territorio. Naturalmente i droni non possono sostituire del tutto l’intervento delgli elicotteri, basti pensare al trasporto persone e mezzi o al pattugliamento di lungo raggio., se ne immagina sempre un compito di “avanscoperta” e/o di affiancamento.

pp 11-17

Tecnologia e formazione

Secondo Maurizio Vallone e Alessandro Carini, rispettivamente direttore Servizio controllo del territorio e dirigente 1^ divisione, 4^sezione, in merito agli aspetti tecnologici, si rileva una proposta non ancora perfettamente adeguata alle necessità operative per la quale si sta operando con aziende del settore che, gratuitamente, hanno aderito a una richiesta pubblica di partecipazione a una fase di sperimentazione sul campo. Infatti, sino a due anni fa, le aziende produttrici di droni si rivolgevano quasi esclusivamente a un mercato di tipo militare per impieghi in teatri bellici (con dimensioni e costi molto elevati) con l’eccezione di una gamma di prodotti nati per la fotogrammetria (in pratica strumenti per i rilievi effettuati dai geometri). In entrambi i casi non era contemplato l’impiego in aree urbane densamente affollate e, per tale ragione, le componenti di sicurezza del drone non erano state ancora particolarmente sviluppate. Sin dall’inizio dell’attività di sperimentazione si è avvertita la necessità di individuare una nuova categoria di macchine studiata appositamente per gli scenari cittadini; un prodotto da impiegare non solo per limitate occasioni (leggasi incursioni delle unità militari) ma, sicuramente, più solido dello strumento comunemente utilizzato per le necessità di effettuare rilevamenti fotografici del territorio. Per raggiungere questo obiettivo si è intrapresa un’attività di partenariato basata sulla collaborazione operativa con aziende produttrici disponibili a effettuare un percorso condiviso su tale tema. Per le aziende partecipanti si è trattato di un’operazione profondamente innovativa, anche se inizialmente onerosa e non immediatamente remunerativa, che ha però consentito loro di comprendere le necessità del mercato offerto dalle Forze di Polizia e condividere le esperienze frutto del lavoro effettuato “sul campo” nell’ambito di vari scenari, dagli incontri internazionali del G7 ai maxi concerti. Dal punto di vista della Polizia di Stato questa collaborazione ha consentito di maturare le conoscenze sullo stato dell’arte della tecnologia del settore e della effettiva utilità del dispiegamento di tali strumenti in scenari operativi di grande significato e in condizioni diversificate, da quelle climatiche a quelle logistiche, evidenziando le capacità dei droni di un dispiegamento veloce e della possibilità, grazie alla combinazione di più droni e di sistemi di ricarica delle batterie, di mantenere in efficienza e in continuità la visione dall’alto dell’evento. L’attività di sperimentazione è apparsa, da subito, una modalità molto proficua per entrambe le parti poiché ha consentito di condividere le esigenze operative adottando, in tempi rapidi, nuove soluzioni da testare sul campo.

Moto presentata a Gitex 2017

Intanto è stato presentato a una fiera tecnologica un prototipo a metà tra un drone e una motocicletta. Come mostra un filmato pubblicato su Storyful, può essere comandato da remoto o guidato da una persona a bordo. La lotta al crimine entra nel futuro. Almeno a Dubai. Come mostra un video ( clicca qui) pubblicato su Storyful, la polizia ha realizzato un prototipo a metà tra un drone e una motocicletta. Quanto accade è meraviglioso, pone la politica di fronte alla necessità di abbandonare vecchie visioni del mondo e puntare su ricerca e innovazione per tagliare inutili costi ed ottenere maggiori efficaci risultati. Scelte ultra futuristiche.

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