Decreto sicurezza. Persino il Consiglio d’Europa ha apparentemente ragione. Paradossi.

Decreto sicurezza. Persino il Consiglio d’Europa ha apparentemente ragione. Paradossi.

Editoriale di Giovanni De Luca

L’atterraggio dell’aereo di ieri a Pratica di mare con ben 51 bambini e le loro famiglie a bordo (15 riconosciuti come rifugiati, 36 richiedenti asilo) è un avvenimento molto grave. Ancor più grave che il Ministro degli Interni sia “front-office” che legittima, -chiaramente- l’immigrazione favorita dallo Stato. E’ un precedente. Saremo costretti ad accoglierli tutti.

E’ stata travalicata la “linea di sfondamento” per un flusso che non avrà fine, che farà dire all’Europa: “per equità e giustizia, una accolti questi, accoglieteli tutti”. Un cambio di non poco conto di chi fino a ieri invocava ruspe e respingimenti “senza se e senza ma“, sarà ancora più difficile tutelare e difendere l’identità nazionale. Ed ecco i paradossi di questi tempi “scriteriati”, lettori. Proprio noi, da sempre sensibili ai drammi dei più deboli, ci troviamo schierati su posizioni che poco ci appartengono. Di chiusura. Lo dobbiamo fare, è un dovere morale e poi politico, a fronte delle dichiarazioni: ““Questi bambini diventeranno italiani”, sdoganando ufficialmente lo Ius Soli. Italiani si nasce, la cittadinanza non si regala! Si acquisisce nascendo secondo “ius sanguinis”. Questo è il secondo punto, non meno importante del primo e di una gravità tale che ci impone la chiusura totale e momentanea verso qualsiasi tipo di ragionamento e di dialogo. Per non essere inficiati.

Salvini sbagliava clamorosamente -la Lega con lui andandogli dietro- quando fino a poco tempo fa identificava nell’immigrazione come il problema scatenante di altri effetti “domino”, mentre noi ritenevamo – e riteniamo ancor di più oggi- che la causa (da combattere) sia il liberalcapitalismo del quale l’immigrazione è solo conseguenza, un effetto. Mai dimostrazione della validità delle nostre tesi fu così lampante, tanto che oggi Salvini la legittima, l’accetta, se ne fa garante, la favoreggia, persino legalizzandola e facendola assurgere a politica di Stato. 

Di questa debolezza, di questo “doppio-gioco”, di questa mancanza di retroterra culturale e programmatico, dell’assenza di un progetto politico di governo, il Consiglio d’Europa ei ne è accorto. Il commissario Dunja Mijatovic ha subito espresso preoccupazione “per una possibile regressione che andrebbe contro la tradizionale accoglienza italiana delle persone che hanno bisogno di protezione”. Purtroppo è vero. Paradossalmente è vero. Incredibilmente questo Decreto legittima tutto il sistema, a volte anche illegale, precedentemente messo in piedi da quelle menti diaboliche al servizio del mondialismo cosmopolita internazionale.

Lo abbiamo visto con lo smantellamento del centro illegale denominato “Baobab”. Si è provveduto finalmente al suo smantellamento, ma una volta andate via le ruspe e le forze della propaganda “salviniana”, decine e decine di esseri umani sono stati lasciati al freddo e senza prospettive. La macchina della propaganda “mondialista” ha subito fotografato 7 bambini costretti a dormire in strada su dei cartoni. Tutto materiale di “prima scelta” in favore del Commissario Dunia Mijatovic che aggiunge frecce al suo arco. Le osservazioni del commissario si riferiscono anche alla mancanze di alternativa alla detenzione, in assenza di “garanzie adeguate contro privazioni della libertà non necessarie e di lunga durata“. Il Decreto legge, secondo il Consiglio, dovrebbe inoltre “garantire chiaramente che i minori con o senza famiglia non possano essere detenuti“.

Paradosso dei paradossi. Paradossalmente anche il Consiglio d’Europa ha apparentemente ragione. Incredibile!

Tutto questo perché non si è voluto dare avvio alla fase di presidio delle coste attraverso il “blocco navale” così come proposto da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, perché i partiti della confusione nazionale, non vogliono prendere in esame le proposte avanzate da Prospettive Future in materia di immigrazione, apparse sulle pagine di Terza Via e che inevitabilmente inoltreremo ai nuovi coordinatori dei dipartimento dell’unico partito che oggi ci rappresenta: Fratelli d’Italia.

 

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