Sugli inceneritori Salvini ha “incenerito” il M5S. Ecco perché.

Sugli inceneritori Salvini ha “incenerito” il M5S. Ecco perché.

Editoriale di Giovanni De Luca

Ancora un altro articolo di approfondimento prendendo a “cuore” Matteo Salvini. Nei giorni scorsi presso la Direzione Nazionale di Prospettive Future, a fronte dell’apertura di una prima campagna adesioni fatta volutamente in sordina, sono giunti entusiasmanti riscontri oltre ogni previsione. Con i componenti dell’Esecutivo Nazionale dell’Associazione ci siamo convinti che c’è realmente sete di un riferimento “socialpopolare” e di uno spazio politico più ampio, importante, consono, al duplice ruolo che svolgiamo all’interno di Fratelli d’Italia. Il primo, rafforzare e sostenere la leadership di Giorgia Meloni; il secondo, attuare gli scopi statutari del partito nel richiamo ad una concezione spirituale della vita, presente a chiare lettere nelle finalità del movimento. Indissolubile legame con la storia del Msi.

Però non ci siamo lasciati sfuggire alcune osservazioni, di amici e camerati del Nord Italia -lì la lega è percepita diversamente al cospetto del nostro Sud – tese a risaltare lo sbilanciamento per una nostra “opposizione” troppo dura verso Salvini (e le Leghe), trascurando nostri nemici tradizionali quali: le varie sinistre, speculatori finanziari, “esseri immondi” di tutte le specie. E’ vero. Lo facciamo con un pizzico di risentimento per le scelte che la Lega ha operato all’indomani delle elezioni politiche e per far rifletter sulle profonde differenze tra noi e loro. Se queste non ci fossero, sarebbe giusto guardare a quel leader ed a quel movimento, come alternativa valida e di conseguenza aderirvi.

Il dato politico che conta, che non può sfuggire consta nel fatto che così non è!

Siamo diversi, profondamente diversi, da loro come da tutti gli altri. Non ci interessa guardare in casa alle sinistre in questo momento, dovremmo “sparare sulla Croce Rossa”, ma non sottovalutiamo il rischio che dal fallimento di questo Governo, imminente, anche loro ne trarranno linfa rigenerativa. Il mondo degli speculatori finanziari era e rimane il nostro primo nemico. Un nemico impercettibile, difficile da colpire dalla base, se non si manovrano i meccanismi che contano nelle “stanze dei bottoni”. Al Governo. Da qui, la battaglia per arrivarci, non come raggiungimento del potere in quanto tale, ma come punto di ripartenza per determinare le sorti di tutti. Ne consegue la prosecuzione della battaglia finale contro gli “esseri immondi” di tutte le specie.

Il problema è che tra noi ed il governo, oggi, c’è frapposto Matteo Salvini.

La sua scelta di firmare con il M5S un inutile improduttivo, incostituzionale, irrealizzabile, “contratto di governo” –  con parole proprie della terminologia politica: un becero compromesso della peggiore specie – sta facendo perdere tempo prezioso -sotto tutti  i punti di vista- al nostro Paese, offrendo anche alla sinistra l’opportunità di riorganizzarcsi. Certo, mai sconfitta fu più plateale sul versante a noi opposto. Però il tempo per qualche “comparsata” in governi tecnici, qualcuno molto in alto (con qualche altro cavaliere indomabile) gliela potrebbe sempre, improvvisamente e sorprendentemente, riservare.

Resta il fatto che l’ennesima sciabolata inutile, nel duello tutto interno al governo, l’ha sferrata Salvini contro il Movimento 5 Stelle con la faccenda degli “inceneritori“, utile solo a fargli perdere altri punti percentuale. Prestate attenzione.

Delle cinque stelle (acqua, connettività, sviluppo, trasporti, ambiente) una è spenta definitivamente: l’ambiente. La battaglia sull’Ilva è persa. Tap è appesa al giudizio della magistratura, ma loro sono definitivamente fuori gioco. Tav è un focolaio di tensioni ai piedi del Sindaco di Torino, ora il colpo di grazia con le dichiarazioni da “Napoli” sugli inceneritori, che colpisce Virginia Raggi ed il suo staff. La proposta della risoluzione del problema rifiuti era al primo punto del Programma del Movimento Roosevelt che, nella capitale, l’ha appoggiata e votata. E’ finita! Roma è persa e con essa non poche percentuali per il Movimento 5 Stelle in campo nazionale.

Ma quali inceneritori?! Chi ci ha creduto?

La politica degli inceneritori è superata da 40 anni, anche quella dei termovalorizzatori. Ci sono altre tecniche non aerobiche, altri brevetti che consentono di trasformare la risorsa “rifiuti” in concimi, fertilizzanti e gas naturali, combustibili, a impatto ambientale comunque negativo, ai quali si contrappongono le tesi di Prospettive Future in materia di economia circolare per l’umido. Di trattamento meccanico-biologico per altri rifiuti perché producono meno costi per gli enti e più vantaggi per utenti e ambiente, il sistema di vuoto a rendere con rimborso in centesimi di Euro, per la plastica, rame e vetro che dovrebbero andare ad essere smaltiti in industrie italiane invece di essere portati in Svezia e Germania. 

Ha ragione anche l’altro De Luca, il simpatico comico di Salerno, Vincenzo: “al confronto con questi, Salvini, è un gigante. Ormai può essere paragonato a Churchill a Roosevelt. Se sono questi gli interlocutori”. E “Giggino” Di Maio ha capito il colpo di “fioretto” ed è scappato da Casaleggio Junior per chiedere “ristoro”.

Chi non lo ha afferrato, stranamente è il personaggio in foto qui sotto. Ha affermato: “Produciamo rifiuti che vanno smaltiti in maniera legale ed efficace. I roghi in Campania di poche ore fa confermano che sulla gestione dei rifiuti c’è l’ennesima dimostrazione di come un partito di centrodestra, la Lega, non può governare il Paese insieme a un partito, il Movimento 5 Stelle, che fa della demagogia e dell’ipocrisia il suo tratto distintivo. Sugli inceneritori da sempre è in atto non solo una discussione che denota grande ignoranza, ma anche incompetenza e pregiudizio. E’ la loro assenza nel Sud, in Campania come in Puglia, solo per citare due regioni, la causa di un vero e proprio disastro, anche ambientale oltre che gestionale. E il paradosso è che mentre non si vogliono realizzare al Sud, i rifiuti del Sud continuano a viaggiare verso gli inceneritori del Nord. A spese dei contribuenti.

Lo statista di fama mondiale in foto (ora qui sopra) non ha bisogno di presentazioni. Sulle cause del disastro in materia di rifiuti in Campania e Puglia,  ma nella più vasta e drammatica situazione ambientale, invece, ci riserviamo un’attenta analisi, un dossier, un’inchiesta nei mesi prossimi. In che mani siamo!

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