Marciare per non marcire. Buon 2019

Marciare per non marcire. Buon 2019

Stato, Nazione, Lavoro – Dio, Patria, Famiglia, è per noi la doppia tripartizione rappresentata anche nel simbolo che ci rappresenta: il Tridente. Un blocco unico, una intera visione di vita inscindibile. “Colonne d’Ercole” che porteremo avanti anche in questo prossimo 2019.

Editoriale di Giovanni De Luca
Editoriale di Giovanni De Luca

Il 2018 volge al termine. Per molti è giorno di analisi e bilancio di fine anno, c’è chi alimenta nuove ansie e chi culla vecchie speranze. Noi meditiamo l’azione con uno sguardo di media e lunga prospettiva. Lo abbiamo scritto in qualche nostro articolo precedente di questo primo anno di vita. Entusiasmante, affascinante, ma anche difficoltoso cammino verso il futuro. E pur muoviamo già passi decisi, lineari. Scrivemmo: “Mettiamo subito in guardia il lettore dal voler dare risposte immediate a questa crisi epocale che è fra le più acute. Con questo scritto ci avventuriamo in una analisi di lunga prospettiva – su questo presupposto ci dotiamo di un “arco e di una clava”, convinti, come siamo, che ci sono cose che possono essere “modificate” subito (occorre la clava per colpire a breve distanza) – ed altre di più lungo periodo e che non dipendono solo dalla nostra ed unica azione (quindi l’arco, per colpire lontano)”. A “breve distanza” mi pare che abbiamo lasciato il segno con “Terza Via”, voce di alternativa socialpopolare della nostra associazione di promozione socialeProspettive Future“. Di questa voce che viene da lontano – eravamo e siamo convinti – ce ne fosse bisogno, così come del carico di analisi e della promulgazione delle nostre tesi che affondano le radici – senza tema di smentita alcuna – in quell’Idea che è stata e sarà la più audacela più originale e la più mediterranea ed europea delle idee.

Cento anni fa esatti, era il 1919, al ritorno dalla Guerra di trincea in Italia si verificavano tumulti, manifestazioni operaie, occupazioni di terreni e fabbriche. Nel centro sud le agitazioni si estesero anche alle zone rurali accompagnate da scioperi e picchetti. Grande era la delusione per l’esito delle trattative al termine degli scontri bellici, per la grande vittoria mutilata, per i tanti caduti al fronte, per i mutilati e gli invalidi di guerra, per chi aveva perso tutto. Le lotte operaie e contadine che ebbero luogo nel 1919-20 ebbero grande timore nelle classi possidenti e nella grande borghesia. Il famoso biennio-rosso primo illusorio tentativo di processo rivoluzionario di sinistra che non riuscì a dare gli auspicati cambiamenti anche a causa della mancanza di strategia della classe dirigente socialista e dell’incapacità di diffusione del movimento nel resto della società. C’era  nell’aria un processo di trasformazione della società italia ed internazionale. A cento anni di distanza, sicuramente non ci sono grandi spinte ideali tali, utili a portare ad una mobilitazione delle masse contro il nemico di sempre: l’usurocrazia internazionale; eppure, un fermento positivo c’è, lo si avverte, così come la necessità di apporre importanti trasformazioni economico sociali nell’interesse esclusivo dei popoli, contro gli interessi delle èlite.

Per il 2019 continuiamo a sostenere che si debba ripartire dal lavoro. Per la prima volta nella storia dell’umanità il progresso tecnico e scientifico non crea occupazione. Fa aumentare la disoccupazione, provoca impoverimento anche nelle aree un tempo più sviluppate locomotiva e traino. Eppure mai come in questo frangente, il lavoro è stato colpito nel suo alto valore etico e concettuale dalle forze di governo. Al lavoro si preferisce la nullafacenza, battere la fiacca e si propone un improbabile “reddito di dignità o di cittadinanza”, come dir si voglia. Una sorta di metadone di Stato al quale noi ci opponiamo e proponiamo un Salario Minimo di Inserimento Sociale e Reinserimento Lavorativo. Un nuovo patto sociale. Un salario sociale da corrispondere ad ogni giovane che cerca lavoro, impegnandolo nei primi cinque anni in lavori socialmente e civilmente utili, ed un salario di reinserimento ad ogni anziano per che è stato “gettato” fuori dal  mondo del lavoro per sopravvenuti limiti di età. Per noi il lavoro nel 2019 è al primo posto della nostra agenda.  

Poi la sicurezza, per la difesa individuale e collettiva dalle vecchie e nuove mafie, dal radicalismo e dal fondamentalismo religioso, dai reati comuni e dalla micro criminalità in costante aumento con al traino violenza, bullismo, prostituzione minorile. Ma per intervenire in questo campo c’è bisogno di una radicale riforma dello Stato. Secondo le impostazioni dottrinarie, ideologiche e programmatiche di un movimento autenticamente socialpopolare, rilanciamo i principi dello “Stato Organico” per la Nuova Repubblica Presidenziale, formata da una Camera delle competenze scientifiche, economiche e culturali chiamate a cooperare in nome della rappresentanza per funzioni contro ogni lotta di classe, per un progresso sociale armonioso. Rinasca la “Nazione” dunque, con al centro le Patrie nell’ambito dell’europa dei popoli. Per la difesa dei confini, della storia, delle tradizioni, della cultura, delle etnie con governi autorevoli ed all’altezza del compito. Europa “Stato sovrano” basato sullo “ius sanguinis”  e sulla sovranità che nasce dal basso e che ritorna al popolo, come la proprietà della moneta.

In alto e verso l’alto: Dio – Patria e Famiglia.  Con il declino della religione, della Patria e della famiglia si spegne la civiltà. Si spezza inesorabilmente il legame con la tradizione, si genera il caos. Marcello Veneziani sostiene che: la religione addomestica la morte e la vecchiaia, il dolore e la solitudine. La modernità atea, tramite la tecnica, li addormenta, li alleva e li protrae; e, tramite lo svago, simula, eccita e distrae. Non muta il verdetto ma il tipo di consolazione. la “Patria non è solo cannoni, bandiere e monumenti ai caduti. E non è solo un valore politico o militare. E non attiene solo alla cittadinanza, non è solo Costituzione e virtù repubblicana. Patria è nostalgia delle origini, dell’infanzia, dei sapori nostrani. Patria è dove ti senti a casa, dove i cinque sensi percepiscono il mondo come familiare”. La “famiglia: è la comunità originaria più devastata in Occidente ma è l’unica struttura portante intorno a cui ruota la vita pubblica e privata e la principale mediazione tra l’individuo e la società”. Come non dargli ragione?

Al centro: i giovani. Già negli anni ʼ80 lʼassociazionismo ed il volontariato hanno sostituito le tradizionali forme di struttura giovanile di partito, sarebbe strategicamente sbagliato riproporre vecchie formule superate. Bisogna trasformare parte del volontariato in opportunità di lavoro retribuito in unʼepoca di forte crisi come quella attuale, mentre il lavoro dellʼuomo è sostituito dalla tecnica e nuove povertà necessitano di interventi importanti per lʼassistenza a tutela delle famiglie bisognose di aiuto sociale, famiglie che hanno in casa un malato lungo degente, un anziano che necessita di cure a domicilio, un diversamente abile, un malato psichico. Per l’assistenza di tanti anziani soli, il cui numero è in rapido aumento, poiché siamo il primo paese al mondo nel quale numero degli anziani ha superato quello dei giovani. Giovani che uniti in gruppi di lavoro potrebbero per esempio assicurare i cosiddetti servizi di telesoccorso che si stanno diffondendo, anche se nessun anziano pensionato da solo può permettersi di pagare somme che risultano alte. Dobbiamo favorire la nascita di una “Comunità Giovanile” capace di dare risposte ai drammi sociali che sono sotto i nostri occhi. Si tratta di tramutare la battaglia politica e la “militanza” che fino a due decenni fa era di “posizionamento”, in pratica quotidiana ed azione rivoluzionaria, in azione. Dobbiamo “essere esempio”!

Noi meditiamo l’azione con uno sguardo di media e lunga prospettiva. Ecco tracciate le coordinate della battaglia che ci attende. Buon Anno, Buon 2019 cari, amati, lettori di Terza Via. 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.