Oggi a Bologna la conferenza stampa di Fiore ed Adinolfi sui fatti della Strage di Bologna del 1980

Oggi a Bologna la conferenza stampa di Fiore ed Adinolfi sui fatti della Strage di Bologna del 1980

Si svolgerà oggi 29 gennaio, alle ore 18:00 al Flyon Hotel in via dell’Aeroporto 34/36 di Bologna, la tanto attesa conferenza stampa annunciata mesi fa da Gabriele Adinolfi e Roberto Fiore dal titolo “40 anni di depistaggi per coprire la pista neotrotskista“.

“Il 2 Agosto 1980 – scrive Gabriele Adinolfi sulla sua bacheca facebook – un ordigno massacrava 86 persone nella stazione di Bologna. La tesi ufficiale ne calcola 85, perché? E perché pur di nascondere la presenza dell’86a persona dilaniata, di cui sono rimasti solo un piede ed un pezzo di gamba, è stato fatto sparire il cadavere intatto di una vittima: Maria Fresu che si trovava a diversi metri di distanza dall’esplosione? Perché ad un terrorista rosso sardo le autorità hanno tranquillamente restituito il passaporto smarrito sul luogo dell’attentato? Perché fu creata una storia falsa sulla vittima più vicina all’esplosivo? Perché non si è mai parlato di un capo brigatista già presente nello scenario della strage di Brescia del 1974? E perché in quell’occasione non si fece luce sul partigiano dilaniato dall’esplosivo che portava sotto braccio?Perchè così poca attenzione ai due terroristi tedeschi presenti sul posto? E perché una volta emersa la loro presenza si è inventata una risibile pista palestinese? Perché un colonnello dei servizi segreti israeliani ha rivendicato la strage? Perché una relazione dei servizi italiani ne confermano sostanzialmente la tesi? E cosa collega quello stragismo con la rivoluzione bolscevica indietro nel tempo, con il terrorismo islamico oggi? E con il traffico d’armi? E con il traffico d’organi? E con la pedofilia?”

Sono solo alcuni degli innumerevoli interrogativi che da quel 2 Agosto rimbalzano di bocca in bocca, riempiono le pagine di innumerevoli pubblicazioni ma che non riescono ad entrare nei processi per la strage.

A Bologna in questi giorni si sta svolgendo il terzo processo per la strage del 1980 che vede come unico indagato Gilberto Cavallini. Adinolfi e Fiore all’indomani della strage dovettero intraprendere la via della latitanza all’estero poiche il movimento da loro fondato alla fine degli anni ’70, Terza Posizione, venne messo sotto inchiesta. Furono poi riconosciuti vittime del fallito depistaggio, per il quale sono stati condannati con sentenza passata in giudicato, gli allora vertici del Sismi Musumeci e Belmonte.

La conferenza stampa per i due è solo il primo passo di una nuova battaglia che mira alla verità, con lo scopo di far emergere elementi mai venuti alla luce in quasi 30 anni di approfondimento e dibattito processuale.

“Abbiamo potuto constatare così con sconcerto che nulla sembra essere stato fatto sinora per discostarsi dalla comoda versione giudiziaria che ha già prodotto condanne per la strage nella totale assenza di prove certe e nulla è stato esperito per approfondire invece altri scenari, questi, paradossalmente invece, corroborati da un inquietante numero di indizi e prove”, dicono Adinilfi e Fiore ed in particolare, nella richiesta inviata al presidente del Consiglio, Fiore scrive: “Ho documenti inerenti la strage precedentemente coperti da segreto di Stato è stata inoltrata dal Tribunale ai vostri uffici” e si rivolge al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con queste parole:  “per amor di verità e di giustizia mi rivolgo nuovamente a Lei per richiedere l’invio al Tribunale di Bologna di quanto segue: 1) Documenti del 1980 nei quali il capocentro del Sismi a Beirut, Stefano Giovannone, paventa il timore di rappresaglie in Italia per lo sventato traffico di armi Fplp-Br che diventa un casus belli per indebolire la leadership palestinese. 2) Il testo del provvedimento e la ragione per cui il signor Michael Ledeen, responsabile CIA americano a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, fu dichiarato persona non grata in Italia nel 1984 dall’ammiraglio Martini, allora direttore del Sismi. 3) Rapporti sulla rete operativa del servizio segreto tedesco-orientale, Stasi, in Italia e in particolare nella zona tosco-emiliana. 4) Rapporti sull’eventuale presenza a Bologna, il 2 agosto 1980, del dirigente storico delle Brigate Rosse Pierino Morlacchi e della moglie, Heidi Ruth Peusch, di nazionalità tedesco-orientale. 5) Rapporti e documenti sull’attività terroristica internazionale di Salvatore Muggioni, il cui passaporto venne rinvenuto tra le macerie della stazione di Bologna Centrale il 2 agosto 1980. 6) Documenti che attestano l’ipotizzato smarrimento dei resti mortali di una ulteriore non registrata vittima”.

Fiore recentemente è riuscito a incassare la risposta della Segreteria del Presidente del Consiglio dei Ministri: “Con riferimento alla Sua richiesta, a nome del Presidente Conte le comunichiamo che, a seguito dell’adozione della Direttiva per la declassifica e per il versamento straordinario di documenti all’Archivio centrale dello Stato, emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 22 aprile 2014, è stato avviato il percorso che prevede la declassifica e il successivo versamento all’Archivio centrale dello Stato della documentazione concernente le stragi, ivi compresa la strage di Bologna del 2 agosto 1980. A tal fine, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha intrapreso un’attività di coordinamento delle amministrazioni e organismi interessati, volta ad accelerare e monitorare il versamento della documentazione sottoposta a classifica di segretezza e concernente gli eventi terroristici in questione, detenuta dalle stesse amministrazioni. L’attività avviata sulla documentazione classificata ha consentito di versare fino ad oggi più di 80.000 documenti, per i quali è previsto un processo di digitalizzazione già attivato e tutt’ora in corso, finalizzato a consentire la conservazione e la diffusa e agevole fruizione degli stessi. Nonostante sia stata, come indicato, reperita e versata una elevata mole di documentazione, la collaborazione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, le amministrazione e gli altri organismi coinvolti prosegue al fine di individuare eventuale ulteriore documentazione di interesse”.

II messaggio conclude cosi, ma è facilmente immaginabile il tempo che occorre per la digitalizzazione di ben 80.000 documenti ed il processo è in corso. Terza Via sta seguendo settimanalmente le fasi del processo grazie alla preziosa collaborazione di Massimiliano Mazzanti e non mancheremo di dare ampio spazio ai contenuti  della conferenza stampa di oggi.

 

 

 

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