Reddito di Cittadinanza flop. Noi lo sapevamo. Cara Giorgia ecco l’alternativa.

Reddito di Cittadinanza flop. Noi lo sapevamo. Cara Giorgia ecco l’alternativa.

Non c’è solo l’ennesima semplificazione di Matteo Renzi che attacca il reddito di cittadinanza affermando che “per colpa di questo provvedimento non sono più facilmente reperibili lavoratori stagionali”. Questa volta non è una “supercazzola” dell’ex premier fiirentino. La classica fake news.

C’è anche il primo cittadino di Gabicce Mare Domenico Pascuzzi, che afferma: “quest’anno gli hotel e i ristoranti di Gabicce sono a corto di personale: mancano camerieri, baristi, cuochi, portieri e molte altre figure professionali. Siamo in emergenza vera“.

All’incapacita cronica di riformare il mondo del lavoro, ora vi è da aggiungere questo nuovo modello di “scontro di classe”, secondo il quale, a detta del Movimento 5 Stelle: “lo sfruttamento è finito”. Ed ecco il riaffiorare, qualora ve ne fosse bisogno, della cultura veterocomunista che popola l’inconscio, ma non tanto recondito, dei “pentastellati, riscontrabile nelle parole di Leonardo Donno (portavoce alla Camera dei Deputati): “i lavoratori grazie al reddito di cittadinanza non si faranno più sfruttare 12 ore sotto al sole per 700 euro: è questa la vera notizia! Lo Stato li protegge da chi vuole sfruttarli, finalmente! Stop alla “cinesizzazione” del lavoro! La domanda sorge spontanea: quando un mea culpa collettivo da parte del tessuto imprenditoriale?».

Per quanto ci riguarda, la verità è nel mezzo.

Se da un lato è vero che i lavori stagionali sono da decenni la giungla della precarietà con cui molti giovani hanno conosciuto il mondo del lavoro, dall’altro, l’attacco agli imprenditori ed al sistema produttivo del paese è deprecabile. Il “Decreto Dignità” è la peggiore ricetta per risolvere il cancro del lavoro nero e dello sfruttamento, un salentino come Donno, lo dovrebbe sapere. È un provvedimento “diseducativo” ed i problemi sorti a Gabicce, come quelli di Palermo, lo dimostrano. A Partana Mondello, un tizio prendeva il reddito di cittadinanza ma lavorava in nero in un cantiere edile, per questo i carabinieri lo hanno denunciato. Una giungla, nella quale le forze dell’ordine insieme agli uomini del Nucleo Ispettorato del lavoro, sono in affanno nell’espletamento dei controlli e verifiche proprio sulla regolarità delle posizioni dei percettori dell’assegno minmo. Sull’altro piatto della bilancia, invece, alcuni cittadini pongono la questione morale. Percependo il reddito di cittadinanza affermano: “non voglio fare i mantenuti”. Quindi, sempre a Palermo, dieci volontari si sono dati appuntamento in piazza Ventimiglia per bonificare l’area dai rifiuti.

Qui entriamo in campo noi di Prospettive Future” – afferma Giovanni De Luca, Dirigente Nazionale di Fratelli d’Italia – “rilanciamo la nostra proposta di trasformazione del reddito di cittadinanza, o di dignità, in salario minimo di inserimento sociale e reinserimento lavorativo. Per far sentire i cittadini dentro la comunità, non da parassiti. Legando il provvedimento dei cinque stelle al lavoro, non alla “nullafacenza”. Così si sarebbero riaperti decine di musei che stanno chiusi da anni per mancanza di custodi. Si sarebbero ripuliti i parchi e le spiagge, fornito assistenza domiciliare agli anziani, etc. Abbiamo forse perso un’occasione per creare con il salario minimo di inserimento sociale e reinserimento lavorativo, un nuovo modello di comunità, e zittire la bocca a quanti, a ragione, dubitano che un sussidio fatto così abbia senso. Si sarebbero potuti impiegare giovani e meno giovani, in lavoro civilmente e socialmente utili. Poi c’è tutto il mondo dei lavoratori specializzati over quaranta. Perché quando un’azienda chiude, non lascia a casa solo i fattorini e i manovali, ma fra i disoccupati anche i migliori, over quaranta che faranno più fatica a trovare lavoro, perché le aziende chiedono sempre più manovalanza o manodopera specializzata, ma non professionali, funzionari e manage. Perché non si investe quasi più in ricerca e sviluppo, tecnologia e innovazione di processo e di prodotto. Si rischia di perdere la memoria storica, quell’insieme di saperi che via via stanno facendo scomparire i “mestieri dell’arte”

Da qui, la proposta rivoluzionaria con la quale PF chiede audizione presso la Camera dei Deputati a Giorgia Meloni.

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